domenica 3 luglio 2005

il linguaggio



il linguaggio è una delle cose più importanti che esistano. lo usiamo per comunicare ,per spiegare,per esprimerci ma soprattutto per trasmettere sentimenti. ne esistono diverse forme ognuna a suo modo valida e particolare:quello dei gesti,quello vocale,lo scritto, il figurativo ecc ecc. personalmente mi piace molto il figurativo,quello che si può trasmettere attraverso una immagine ad esempio, ma non so' utilizzarlo quasi per nulla mentre me la cavicchio con lo scritto anche se il mio italiano ha raggiunto livelli di indecenza. purtroppo ,nonostante sia un chiacchierone ho una scarsa capacità nel linguaggio vocale che è il più usato e diretto. i motivi sono tanti,sostanzialmente li identifico in una scarsa capacità sofista,una voce tutt'altro che affascinante (insieme all'aspetto) e la lentezza che il cervello ha nel seguire le parole che escono dalla bocca,insomma una deficienza nel pensare tanto velocemente quanto l'arte della "chiacchiera" richiederebbe. scrivere invece è più facile,con un po' di padronanza della lingua,infatti si può esprimere un pensiero ,rileggerlo ,allungarlo o accorciarlo ,arricchirlo o snellirlo cercando di creare una sorta di frase o periodo "perfetto" in cui si dice tutto ciò che si vuole comunicare. con i miei amici capita sovente che a parole capiscano una cosa per poi cambiare totalmente opinione quando gliela riscrivo via mail. son sicuro che ci si possa lavorare sopra su questo mio handicap però un po' per mancanza di tempo,un po' perchè in finale non so da dove iniziare non mi decido mai. c'è anche ,lo ammetto,una componente di timidezza che a seconda dell'espressione che assume l'interlocutore di turno,psicologicamente mi influenza facendomi modificare il pensiero che sto esprimendo sul momento: magari vedo che si scoccia o va' di fretta e allora taglio corto,cerco sinonimi,accorcio i periodi e la frittata è fatta (sono dell'idea che "anche una dichiarazione d'amore può diventare una dichiarazione di guerra se una virgola è al posto sbagliato"(altra frase fatta da me,abbiate pazienza!)) oppure mi capita sovente di divagare per memoria corta(in questo sono molto gatto ,lo ammetto). senza contare quelli che ti troncano (a volte mi ci annovero anche io) il discorso a metà per controbattere ,allora è proprio la fine e vado in palla. quindi capite bene che il linguaggio non è cosi scontato (almeno per me) e la prova sono i tanti personaggi illustri che su una dialettica spigliata e affascinante hanno costruito veri e propri imperi. quindi il linguaggio conta. altro problema grosso dei tempi moderni è "l'assottigliamento" della lingua inteso come il troncamento delle parole negli sms per far stare tutto in 160 caratteri,oppure slang metropolitani con parole che quasi riassumono intere frasi fatte e cosi via. a volte mi vergogno di avere un vocabolario tanto limitato e guardando il dizionario mi vien da pensare a quante parole non conosco ,scritte li dentro e a portata di mano,che mi aiuterebbero ad esprimermi meglio. magari il problema sarebbe se il mio interlocutore capirebbe i termini da me usati,ma in quel caso non sarebbe più un problema mio no?

4 commenti:

catshunter ha detto...

Buongiorno Andrea, ottimo argomento anche x questo tuo blog.
Prima di tutto volevo brontolarti sul fatto che fai sempre delle battute sul tuo italiano...smettila, non è vero.
Scrivi benissimo, fai capire subito il concetto dei tuoi argomenti, quindi...basta!
Anche le tue "frasi fatte", i tuoi motti, non sono altro che espressione del tuo carattere e certamente aiutamo chi ti legge a capirti meglio.
Dopo i complimenti (meritati, credimi!), passo ai commenti di ciò che hai postato.
Come avrai potuto notare, anche a me piace molto scrivere, e comunicare con lo scrivere. Fin da piccola ho sempre amato scrivere lettere, appuntare pensieri, tenere il famoso "diario".Pensa che scrivevo lettere ad amiche, anche molto vicine da casa (era contenta anche di più mia madre, che risparmiava sulla bolletta...)
Lasciavo bigliettini con frasi appiccicose e cuoricini al parabrezza dell'auto del mio attuale marito (anche se non poteva e non può capire quanto amore c'era scritto là dentro).
Comunque scrivo molto x me stessa; ho un problema mio, un pensiero di un momento schifoso di vita...eccomi a scrivere e devo dirti, che rileggendolo, magari non trovo la soluzione ai miei problemi, ma li vedo meno tragici.
E poi cosa mi rimane da fare: disegnare, sono negatissima; parlare, mi inceppo spesso e gli altri mi sorpassano...e allora scrivo!

Andrea ha detto...

scrivere in momenti particolari per me è importante. perchè fissi quel momento sulla carta e per quanto possa essere doloroso se capisci perchè una cosa è accaduta,puoi tenere quelle "memorie" come esperienza per il futuro.
sinceramente trovo molto bello e romantico da parte tua,anche originale,i bigliettini sull'auto,e se provassi a lasciargliene qualcun'altro anche ora?

catshunter ha detto...

Ciao Andrea! Tanto per rafforzare ancora di più la tesi su "il potere" dello scrivere, ti racconto brevemente una piccola scena.
Facendo visita a mia madre, mi dice che rovistando in alcuni cassetti ha trovato una piccola agenda mia di qualche anno fa! Naturalmente mia figlia ci si è scaraventata sopra (alla babrba della legge sulla privacy!!!)e ha cominciato a leggere dei tempi in cui facevo gli ultimi anni della scuola superiore, esami di maturità compresi! Che emozione...mi sono riletta, e non ti dico i file che ho riaperto...quanti timori, quante paure...e quante cose sono accadute da allora!
Naturalmente mia figlia mi ha ammonito sull'uso di aggettivi molto "colorati", rammentandomi che io la sgrido sempre quando li usa lei.
Sono stata zitta, ero troppo impegnata a ripercorrere quel "pezzo" di vita.
Per rispondere alla tua domanda sui bigliettini...beh! posso dirti che dopo qualche anno di matrimonio è naturale perdere un po' queste sfumature romantiche; adesso i bigliettini sul parabrezza sono sostituiti dai bigliettini appiccicati sulla lavagnetta di cucina che hanno
poco di romantico...ma questo sarebbe un argomento troppo vasto da affrontare!

Andrea ha detto...

i tuffi nel passato anche a me fanno questo effetto. ti capisco benissimo! :)