domenica 1 marzo 2015

L'angolo del diversamente musicista marzo 2015 speciale tango

Una cosa che conoscono in pochi e quei pochi sono rimasti pure stupiti scoprendolo è che da mi sono dato al ballo. Pratica su cui ho ancora tanto da lavorare ma che mi diverte e mi fa svagare.
La specialità che pratico è quella tra le più impegnative (io roba facile mai, poi è troppo semplice).[...]

Palla lunga e pedalare! (cit.)

Una immagine figurata che descrive bene il mio stile di vita è sicuramente una persona che cammina per strada però andando all'indietro. Insomma vado avanti tenendo sempre ben fisso il mio passato che diventa un onnipresente realtà che mi impedisce di guardare avanti il futuro. In questi anni ho cercato di girarmi e di ricominciare a camminare come si dovrebbe. Credo di esserci riuscito perché ho scoperto una nuova e inaspettata emozione: la paura. La paura di quello che hai davanti e non ti aspetti, del doverti confrontare con le realtà della vita che diciamoci la verità non sono sempre piacevoli.[...]

domenica 22 febbraio 2015

perdere il lavoro volontariamente nel 2015

Come si legge manco troppo sibillinamente dal titolo sto per dire che... no, ci arrivo per gradi ché poi si pensa che sono un imbecille e basta. Oh, magari lo sono lo stesso ma almeno chiariamo, poi non è che cambi granché visto che è una mia scelta e basta.
Intanto diciamo che grazie ad un amico ho avuto quella che sembrava una botta di culo clamorosa o l'inizio di una bella favola: l'amico fa il mio nome ad una sconosciuta azienda del territorio romano, sconosciuta in generale ma nell'ambiente abbastanza importante. Mi offrono un contratto degno di questo nome, uno stipendio commisurato al mio titolo di studio, un ufficio e l'uso della macchina aziendale per andare in cantiere o dai clienti. Sulla carta sembra tutto molto bello vero? Eh... ma...
Intanto cominciamo a dire che non ho mai nascosto nulla al titolare: fin dal primo momento ho detto che non avevo esperienza quindi dovevo iniziare da zero, quindi per il ruolo che dovevo ricoprire dovevo avere una seppur minima formazione. Mi ha detto che me l'avrebbero fatta anche lavorando con gli operai (un dottore in ingegneria che impara il lavoro dagli operai? vabbè, si può fare...). Pochi giorni dopo ho scoperto che l'ambiente era durissimo e l'istruzione che mi avevano promesso non è mai iniziata se non per vie traverse e dalle colleghe (sacrificando il loro tempo) che sono state sempre molto professionali ed umane con me.
Dopo molti mesi di impegno e non nascondo, anche di bei pianti, anche davanti alle sempre presenti colleghe (e non immaginate che imbarazzo anche perché non potevo eclissarmi dall'ufficio due ore per sfogarmi). Dopo mesi di straordinari non pagati, di sabati in ufficio senza nessun recupero nei giorni successivi e soprattutto di urla, insulti, veleni sputati sul sottoscritto per errori di "gioventù" o addirittura perché ero ignorante su cose che secondo loro avrei dovuto sapere (il ché è abbastanza ovvio: quale dottore in ingegneria elettrica non ha fatto esami su sezioni dei muri, rilievi planimetrici e altre cose che sembrano sinistramente di architettura?). Queste ultime sempre con frasi che ho sempre reputato abbastanza umilianti (ok ok, pure vero che io sono permaloso ma sentirsi dire "manco le basi conosci ", come frase più civile, su come si fa un rilievo.....). Dopo mesi in cui ero arrivato ad angosciami già solo aprendo gli occhi la mattina al solo pensiero di dovermi recare in quell'ufficio e dover avere a che fare con quelle persone e addirittura sperare di avere un incidente per non doverci andare ho preso una decisione che ritengo coraggiosa. Ho dato le dimissioni. Cosa che è state presa con sorpresa dal capo (che non ha perso occasione per dirmi che sono un perdente, non farò mai strada nella vita, ecc ecc per poi parlare per i restanti 40 minuti di sé) e dalle colleghe che alternano momenti di "rabbia" nei miei confronti per la mia dipartita con momenti di profondo dispiacere.
In generale questa esperienza è stata importante: ho imparato diverse cose e soprattutto ne ho capite diverse su me stesso. Ho capito soprattutto di essere una brava persona perché vedere la caparbietà con cui le colleghe cercano soluzioni alternative per farmi rimanere mi fa capire che non sono affatto da buttare via ma anzi, posso fare la differenza. Certo, non mi illudo ché la strada è ancora lunga ed irta di ostacoli (ma arriveremo anche a questo) ma incredibilmente dopo anni di terapia volti anche a cercare di farmi superare il "muro" della laurea oltre il quale non vedevo nulla, stavolta non ho paura e anzi ho quasi fiducia (eh, beata incoscienza...)!!!
Ma veramente me ne vado per così poco? Sì perché quel poco non lo è manco per niente; perché quando arrivi a non poter soffrire il capo, a praticamente bloccarti quando devi lavorare con lui ( e ci devo lavorare tanto), a fare una faccia

così
quando fa le battute per cui lui sghignazza, e soprattutto a tornare rilassato (e fare un sacco di cose (lavorativamente parlando) quando lui è assente ma soprattutto a voler letteralmente rovesciare la scrivania su cui lavori quando ti riprende ingiustamente (vedi sopra alla voce "cose che ignori ma secondo lui devi sapere a prescindere) e sempre con quel tono di chi sopporta una stupido e gli sta facendo un favore, allora è meglio che me ne vada io prima che veramente quel povero tavolo si ritrovi sottosopra (anche perché ultimamente sto facendo palestra e l'eventualità non è così remota) e mi ritrovo a dover giustificare le dimissioni con gli operai che mi chiedono il perché e io che rispondo che: "ho constatato che non ho i requisiti necessari per poter continuare a lavorare in questa azienda " che è il modo ufficiale di dire che visto che non ce la faccio più; anche perché il termine che meglio riassume il mio stato lavorativo è "vessato".
 
Sono sicuro che se il blog avesse un buon successo sarebbe pieno di testimonianze nei commenti di persone che di vessazioni ne subiscono a bizzeffe ogni giorno ma non se ne vanno mica. Beh io ho una differenza rispetto a loro: non ho famiglia/ ragazza/ mutuo/ affitto da pagare quindi (al momento) posso prendere questa decisione che tanto kamikaze non è perché di cose da fare ne ho eccome. Per citarne alcune? Beh intanto fare l'esame di stato che mica sono ancora ingegnere e quello mi renderà un perenne impiegato, almeno qui in Italia. E visto che ci sono stato tanti e tanti anni su sta cavolo di laurea che mi ha portato via altrettanti anni direi che è ora di compiere il passo finale. Poi? Beh direi poi studiare bene le lingue ( sì lingue: inglese e francese anche perché mi è sempre piaciuto e inoltre ho scoperto di avere discendenze gianfransuà (cit.) che spiegherebbero la mia spocchia e l'amore per la critica inutile anche perché senza lingue stranire non si va all'estero, figurarsi lavorare in aziende serie in Italia). Senza contare poi tutti gli approfondimenti che potrei fare su quello che ho già imparato e che imparerò facendo le collaborazioni che già sto chiedendo. tutte cose che chi mi critica potrebbe dirmi di fare nel tempo libero del lavoro che praticamente non c'è e se permettete visto quanto mi stressa preferirei fare qualcosa di rilassante nelle poche ore libere. Senza contare che anche in casa la situazione non è idilliaca quindi ci sono tutti i presupposti per un bel "cane che si morde la coda", situazione che purtroppo conosco più che bene.

Insomma per la prima volta in vita mia voglio investire su me stesso e sulla mia vita che sì, c'ho 38 anni ma sto capendo una cosa: la mia vita è diversa.




 Diversa perché ho fatto una strada differente da molti altri, una strada forse più difficile ma a quanto pare necessaria. Se poi dovrò girare tanto per poi tornare al punto di partenza come Siddharta non lo so ma a quanto pare l'unica è sperimentare, provare e vivere.
Poi vedremo che accadrà ché poi sta crisi non durerà per sempre.

Ah, nel caso qualcuno volesse mandare Cv alla mia (ex) azienda lasci perdere: hanno già trovato la vittima il mio sostituto.

dubbi dubbi e ....

Scrivo talmente poco che oramai è divenuta una consuetudine cominciare le frasi con ("diario" e blog vari) con: " dopo tanto tempo torno a scrivere..." oppure guardando la data dello scritto precedente "non mi pare vero sia passato tanto tempo dall'ultima volta....".
Ebbene anche qui torno a scrivere un po' a sorpresa perché c'è poco da fare: quando non hai voglia di mettertici o meglio hai il vuoto quando ti trovi davanti alla tastiera mentre come ti rilassi un attimo in palestra o guidando i pensieri fluiscono abbondanti e pure interessanti. Ti chiedi se sei stupido a periodi o se sei stressato solo in certi posti ben precisi e la risposta è banale quanto la domanda.
Potrei affermare che ho anche poco tempo ma la realtà è sempre la mancanza di tranquillità davanti ai tasti.
A tal proposito mi è venuto pure in mente se è il caso di darci un taglio con questo spazio, ma l'idea di abbandonarlo proprio non mi va giù. Suonerà strano ma se lo lascio mi pare di sprecare una grande occasione. Quale? .... beh.... boh.... Forse quella di usare il blog come palestra per imparare a scrivere ed a riflettere prima di farlo. Forse come occasione per imparare che persino io ho qualcosa di interessante da dire (sì, si nota benissimo la mia stima ridotta a zerbino). Quindi questo spazio in realtà rappresenta una serie di occasioni fino ad ora sprecate per fare qualcosa di bello ed importante ché in realtà da un blog possono nascere tante belle cose, basta citare ad esempio il doc manhattan e altri ancora. Poi certo, uno lo fa finché c'ha voglia o lo stimolo ma nel mio caso è sempre la netta idea di non esser mai riuscito, se non in rare occasioni, a dire le cose come realmente le volevo ché hanno reso argomenti anche potenzialmente interessanti realmente noiosi o dozzinali.

Ci riprovo? Certo che ci riprovo ma stavolta da un punto differente quindi scriverò un po' come viene e vediamo che esce fuori. In fondo sbagliando si impara.

domenica 4 gennaio 2015

Etica nel comportamento

Quando me ne vado al parco, in giro per la città oppure in qualsiasi altro posto è sempre facile che mi imbatta in qualcosa di rotto. Vandalizzato dall'intelligente di turno. Singolo se non addirittura gruppo che per noia, rabbia, ripicca, o semplicemente per urlare al mondo tutta la sua rabbia non trova di meglio che distruggere ciò che magari è utile: che sia un cestino dell'immondizia, un gioco per bambini o altro ancora che non fa altro che aumentare il degrado del posto.
Distruggere è sempre facile: noi distruggiamo spesso spesso per sfogarci anche in casa: magari tirando un piatto o un bicchiere per terra. Una forma di liberazione arcaica che abbiamo insita in noi e che da quello che dicono gli psicologi è anche utile perché a tenersi tutto dentro fa male.[...]

domenica 28 settembre 2014

domenica 3 agosto 2014

Fisime di una mente che vuol essere piccola piccola

Capita che nella vita non ti sei mai sentito un granché. Sarà perché... no, sarà che ci sono un milione di motivi ma nulla. Tu quella cazzo di fiducia non ce l'hai e anche quando ti laurei a costo di grandi sacrifici non solo tuoi, non ti senti di pensarci con la stessa faccia con cui i calciatori dell'Italia dell'82 ancora si guardano la loro coppa del mondo.
Ti senti sempre inadeguato e hai paura, terribilmente paura che esca fuori uno che ti dica: non te lo meriti!  Non te lo dici ma lo temi.  Non lo pensi ma ogni volta che parli con qualcuno lo aspetti al varco e ti dici "eccolo che ora lo dice.... non ora ma.. adesso!  No ma ora sì!" E così via in una pippa mentale infinita.
Capita che una cosa finisca proprio mentre ne inizia un altra. Sembra quasi uno scambio: una cosa importante, e bellissima,  in cambio di un altra e ti senti giù. Metabolizzi piano e lo fai come un pranzo non digerito che la mattina dopo hai lo stomaco vuoto ma non hai fame. Senti che la cosa nuova non te la meriti perché gente più preparata di te quest'occasione non l'ha avuta. Hai paura a dirlo e al solito te ne vergogni dimenticando che tanti altri uomini importanti hanno avuto la loro occasione per caso e guarda un po', per botta di culo ma tu, l'omino delle pippe mentali, stai tranquillo?  Ovvio che no! Aspetti sempre al varco quello che ti dice che tu lì centri come il sale in un caffè ristretto. E hai paura e ne parli cogli amici. Con la persona a cui vuoi più bene e anche lì aspetti che ti dicano che sei un bambinone troppo cresciuto e per mettere le mani avanti lo dici tu per primo. Che poi tutti ti spronano a non mollare che ci son passati tutti e poi la strada è in discesa. Ma tu no niente non ascolti e non ci credi. Ti boicotti e rischi di sprecare una ottima occasione.  E poi nulla. In questi ultimi giorni vai sulle montagne russe con momenti che al mondo gli dici che gli spacchi il culo senza vasellina e altri in cui dici al mondo che suvvia si scherzava. Non dicevi sul serio. In fondo non me lo merito. E poi le persone che continuano a dirti di smetterla perché vali e tu che continui a fare "lalalà non sento!" E poi capisci che è come matrix. È inevitabile o meglio se vuoi la tuoi vita ti tocca e non è come avevi sempre progettato nei castelli in aria ma quell'architetto avevi deciso già da un pezzo di sfancularlo. E così ti dici:" umiltà, serietà e bucio di culo che non fa rima ma è vero che la vita non ha musiche di sottofondo fighe, non ha pose su campanili alla batman e le uniche medaglie che t'appuntano sul petto te le guadagni perseguendo i tuoi obiettivi. C'ho paura e ce l'avrò anche domani e dopodomani. Non so come andrà ma saprò dove sarò: a fare il mio dovere. E cazzo, questo stavolta me lo prometto!

venerdì 11 luglio 2014

la deprimente situazione odierna

Una cosa scontata come l'acqua ma che vuoi per malafede o vuoi per... non lo so, mi viene sempre in mente la malafede,  è la mancanza di responsabilità effettiva che si trova tra i dirigenti dei vari uffici ministeriali o non, legati in maniera più o meno diretta alle varie amministrazioni italiane.

martedì 8 luglio 2014

Ciao Giorgio

Non ne ho mai fatto mistero che proprio on capisco chi ama gli anni '80. Li ho sempre trovati "squadrati", freddi e insipidi anche se forse i miei drammi familiari me li hanno fatti vedere dalla luce sbagliata.
Una delle poche cose che ho sempre salvato e tenuto nel cuore era il drive in, topolino e i cartoni sui robottoni.
E del drive in tra i miei personaggi preferiti c'era sicuramente lui:


che coi suoi personaggi mi faceva ridere e quante volte ho ripetuto

"porc'il mondo che c'ho sotto i piedi!"

Ci sono rimasto male. Se ne è andato un altro personaggio che come Andrea Brambilla faceva parte del mio immaginario di eroi comici che tanto mi facevano ridere.



Di Faletti in realtà avevo perso le tracce, non ho mai letto nulla di lui come scrittore perché me lo riservavo più in là. Però sapevo che era un anima mai doma, in una finta intervista marzulliana Crozza lo intervistò facendo la lista di tutto quello che aveva fatto e rimasi stupito: aveva fatto tante cose che poi gli riuscivano pure: pilota di rally, cantante, comico, scrittore e così via. Ha fatto una vita piena e mi spiace un po' di non aver scoperto la poliedricità di quest'uomo in tempo.

sabato 3 maggio 2014

Si chiude un anello

Dopo alcune esperienze a vent'anni mi sono convinto che le fasi della vita sono come degli anelli. Partono da un punto per poi richiudersi su se stessi non lasciandoci altro che l'esperienza che è una maglia, o anello, della catena che chiamiamo vita e che si spera, alla fine della stessa non serva per tirare lo sciacquone che ci risucchierà via ma anzi serva a qualcosa di utile per le generazioni future.
Questo argomento mai avrei pensato di usarlo come introduzione per una cosa più seria di cui sognavo di parlare da tanto tempo e che finalmente mi appresto a fare.[...]

venerdì 4 aprile 2014

Recensioni fuori tempo massimo: Rush ovvero un tuffo negli sbrilluccicosi anni '70

Dopo un po' di assenza in cui spiegherò il perché prossimanete (vedi se mi riesce il prossimo post) torno a recensire film che oramai sono quasi stati dimenticati come questo Rush diretto da Ron Howard.

Pellicola che in verità mi interessava poco al debutto al cinema perché di formula uno a casa mia se ne è sempre parlato poco, molto poco e in più i fatti riguardano proprio l'anno in cui sono nato senza contare che la storia è già nota quindi nessun colpo di scena. eppure [...]

martedì 25 febbraio 2014

C'è il sole, prendo l'ombrello

Il meteo, sia per passione sia per paura di non sapere cosa ci aspetta è diventato sempre più importante e imprescindibile dalla nostra vita. Tutti i giorni controlliamo cosa ci spetti nelle ore seguenti o nei giorni successivi sperando che il tempo ci azzecchi [...]

giovedì 13 febbraio 2014

la differenziata a Roma

Il problema dei rifiuti a Roma è simile a quello di Napoli. Entrambe le città sono bene o male perennemente in emergenza e se qui non si sono raggiunti gli stessi livelli di spazzatura in giro e roghi tossici si deve solo al fatto che qui c'avevamo Cerroni.

evviva.....


Questo distinto signore che si è sempre auto definito "un benefattore per la città di Roma" è finito prima sotto l'occhio impiccione di report e poi sotto quello "giustizialista" (a sentire chi dovrebbe stare in galera ma ci si oppone con gambe, braccia e miliardi) della procura della repubblica.[...]

lunedì 20 gennaio 2014

Recensioni fuori tempo massimo: Oblivion

Dopo un bel po' di tempo che l'ho visto eccomi qui a parlarvi di una delle ultime fatiche dell'ultracinquantenne Tommy con la passione per le sette che fanno robe assurde.
Ma a parte la"brillante" vita privata, come attore in questo film e soprattutto questo film, come sono?[...]




l'angolo del diversamente musicista - gennaio '14

A parte che fa strano scrivere "gennaio '14" eccomi a riprendere questa rubrichetta trascurata per un po' di tempo.
Oggi vi stupirò un pochino perché ho deciso di mostrarvi delle musiche un po' differenti dal mio solito. Roba che potrei stanare persino i lurker appassionati di musica![...]