Mercoledì 15/5/2013
Ho sonno e sono stanco. Mi sento spompato. Non sono neanche andato a correre il giorno prima e sì che mi sarebbe servito, perché avevo ancora addosso la stanchezza ed i muscoli contratti della corsa del giorno prima ma avevo bisogno di sfogarmi, di distrarmi ma non l'ho fatto. La notte ho dormito male e poco (5 ore circa).
Se ci penso mi vengono in mente alcuni momenti salienti. Me li ritrovo davanti agli occhi vividi come se li vivessi ora. mi estraneo dal presente e:
Mi vedo in segreteria studenti di ingegneria; una calda estate del '96 in fila assieme a tantissimi altri ragazzi per iscrivermi alla facoltà, allora a numero chiuso. Tanti, tantissimi che poi scoprii si iscrivevano per scrupolo a qualsiasi facoltà: medicina, psicologia, ingegneria e così via, scegliendo poi quella più prestigiosa a seconda del posto che sarebbero riusciti a conquistare mentre io ero lì con un unico obiettivo: ingegnere.
Le prime lezioni alzandosi la mattina prestissimo e gli urli che cacciavo quando a casa facevano casino impedendomi di dormire. Il sonno che mi faceva addormentare sul water la mattina alle 4,30 quando mi svegliavo per poter uscire alle 5,10 per correre dietro un autobus che non era mai in orario e non si sapeva mai quando sarebbe passato (il maledetto 37).
Le lezioni in cui si copiava da bravo amanuense tutto dalla lavagna senza capirci una cippa da meta classe (circa 20 metri) e poi sempre più lontano perché dopo poche settimane avevano cambiato aula con una meno capiente ma i posti erano sempre gli stessi mentre alle 11 del mattino durante analisi matematica I le lettere scritte a pennarello sulla lavagna bianca sotto le luci al neon diventavano piano piano simboli sfocati.
Le prime amicizie e le prime cotte che cotte non erano e capii con dolore solo anni dopo.
Una vita nuova e diversa così piena di "libertà" che ero incapace di gestire a causa della mia arroganza e sufficienza. Venivo da una scuola che mi aveva "totalmente impreparato" all'impegno che mi aspettava.
Il secondo esame a luglio del '97: bellissimo perché fatto in maniera rocambolesca, perché veniva dopo analisi matematica I fatta a giugno e metteva una gran fiducia vedere che si riusciva a recuperare. Illuso: per finire la dozzina di esami della biennale ci misi circa 6 anni. In quel lasso di tempo i più bravi si laurearono.
Nel frattempo ancora file e disorganizzazione. L'incontro con ragazzi che mi hanno insegnato tante cose sulla vita e sull'impegno con i loro esempi. Un professore che mi apri gli occhi su quanto... "fango" mi stavo gettando addosso. E nel contempo la conoscenza di chi era solo interessato soltanto ad approfittarne per avere un vantaggio. da lì l'odio per calabresi arrivisti che trovai. L'odio per i professori che predicavano l'impegno dello studente ma che era impegno in solitaria perché scomparivano durante l'orario di ricevimento.
La voglia di cambiar vita, le ribellioni i dubbi sul mollare tutto, cambiare ordinamento di studi, stringere i denti nonostante non si vedesse la fine e sembrava tutto una parete verticale che andava scalata a mani nude.
Il sostegno degli amici, la comprensione degli amici, le lagne fatte agli amici.
Gli schiaffi in faccia di chi non lo era e il tentativo di approfittarne; di chi cercava di rubarmi appunti ed esercitazioni fatte in solitudine con i miei corsi ufficiali oramai chiusi, spazzati via dal nuovo ordinamento post anno 2000.
La punta di invidia per quelli che nel frattempo si laureavano, si facevano una vita, vera, mentre io stazionavo nella fortezza bastiani che era diventata la facoltà.
Il dolore insopportabile del rendermi conto della mia incapacità di fare gli esami con "l'apparente" facilità con cui li facevano gli altri. I 30 presi dai miei amici che al massimo per me diventavano 18,21 o al più 24 a volte con la faccia del professore che sembrava dire "portati a casa 'sto regalo" e io che mi sentivo sempre più mortificato e incapace.
L'allontanamento dalla facoltà e gli esami fatti malissimo a casa, gli svariati lavoretti che mi portavano pochi soldi ma che mi impedivano di studiare seriamente ed erano scusa per dire sempre "studio dopo". Un "dopo" pieno di esami mai interamente mollati e che per questo non mi facevano mai staccare del tutto e invece forse, sarebbe stato un bene allontanarsi per un po'.
Il tempo che passa ancora, tic tac di giornate sempre uguali mentre vedo la gente intorno a me che invecchia, evolve, fìglia, si fa una vita vera mentre io sono un peter pan infelice che non è stato neanche capace di regalare a sua nonna la gioia della laurea ché ci teneva tanto.
Le matricole e gli altri studenti "giovani" che ti guardano con diffidenza quando stai sopra i 30 anni. Che non ti rivolgono la parola, che non socializzano con un "intruso" un reietto un povero sfigato perché è questo che pensavo a 20 anni quando li vedevo mangiare soli a mensa che svettavano mezzi pelati o brizzolati sopra gli altri studenti.
Lasciare i "lavoretti" per dedicarmi solo allo studio, per finire. Le decine di biblioteche frequentate per trovare l'ambiente di studio adatto; all'inizio posti di cazzeggio con "amici" periodicamente nuovi per fuggire da quella realtà che non volevo vedere in faccia e mano a mano che passavano gli anni, e il peso si faceva sentire, luoghi da abbandonare alla ricerca di sale studio vergini ed incontaminate, i tappi nelle orecchie, il collirio negli occhi e le mille e più soluzioni per cercare di non avere scuse per non studiare mentre.
Il sostegno, ancora, degli amici, dei parenti, lo sguardo di sufficienza di tanti, lo sguardo di commiserazione di altri. E dietro il mio volto, tutta la rabbia e la frustrazione mia per l'incapacità di gestire la situazione. A volte penso anche supplicante in un po' in una espressione di: "non è tutta colpa mia, cercate di capire che non è tutta colpa mia!"
Io che guardo la mia mano quando di esami me ne rimanevano solo 5.
I complimenti di un professore per come ho fatto il suo esame.
Un medico che mi dice "poi dobbiamo approfondire come ha fatto nella sua situazione ad arrivare a quattro esami dalla fine"
Il peso dell'età, delle aspettative di chi mi sta vicino e mi ha sempre sostenuto.
La responsabilità di essere adulto ed impegnarmi a non essere un eterno peter pan studente verso chi amo.
I voti che iniziano a diventare alti per merito mio, esami che vanno come dico io frutti del mio impegno e non del caso. I 27,28,27,27 che iniziano a fioccare, la rabbia di quando mi brucio un trenta per un mio stupido errore. Del dirmi: " la prossima volta farò meglio". Dell'iniziare a credere in me stesso perché cazzo, io ho un cervello e manco è male. E capisco sul fango che mi gettavo addosso.
L'ansia, nei giorni prima dell'ultimo esame, di deconcentrarsi immaginandosi dopo l'esame e non nel mentre. Pensando a quando tutto sarà finito, a quando tutto diverrà solo un ricordo sempre più lontano e sbiadito e perderà di significato e importanza e se google non fallisce nel frattempo rimarranno solo queste parole a la memoria.
Gli esami su cui ci sono stato anche un anno perché sono cambiati i professori, più esigenti, più seri rispetto ai precedenti.
Gli esami che in gruppo si facevano il 3-4 mesi. Invece da soli, senza riferimenti, senza una lezione ma solo col programma e, a volte coi professori introvabili o che io non volevo trovare per timore, paura, soggezione, divenivano il doppio, il triplo.
La voglia di cambiare sul serio perché non riuscivo ad andare avanti, la vita da studente che diventa sempre più pesante, più macigno, più dolorosa e la scelta consapevole di dover chiedere aiuto.
La svolta, prima impercettibile, poi sempre più concreta, più forte ma che non volevo ammettere.
La paura, superata, dopo oltre 15 anni, di guardare al di là della vita universitaria perché dopo tutto questo tempo questa era la mia vita. Una vita senza aspettative per il futuro. Una vita di merda, veramente di merda che esternamente può sembrare di comodo e da bamboccione e che non è.
La conoscenza di una creatura splendida che mi ha cambiato modo di vedere tante cose e che ancora lo fa e sì, mi sono impegnato anche per lei, per noi.
15/5/2013: in queste condizioni ho fatto l'esame: con la pressione de "oggi finisce tutto quello che non voglio più essere". Con questa ansia sono andato dal professore, con questa ansia ho fatto l'esame.
Oggi, ho passato l'utimo esame con 27.
Oggi, davanti al professore che si prendeva l'appunto sui miei dati per verbalizzare ho pensato che mi sarei messo a piangergli davanti ed è per questo che in quel momento non ho ripensato a tutto ciò che vi ho scritto.
Oggi dopo aver fatto l'esame non voglio pensarci.
Ché quando mi resi conto anni fa di essere arrivato a 14 esami mi pareva di aver "l'impresa". Figurarsi oggi: 15/5/2013.
16/5/2013
Questa mattina mi sono risvegliato dopo una fortissima emicrania che mi ha sderenato ieri sera. Devo dire che mi sento particolarmente inutile perché sono libero. Certo c'è la tesi da fare ma è già un progetto che mi sono potuto scegliere e non è una cosa impostaquindi se non lavoro in larga parte stavolta sarà colpa mia. C'è tanta paura: quella di mettersi in gioco dopo tanti anni e di vedere se sono capace e allo stesso tempo c'è la stessa voglia di accettare la sfida e di fargli il culo in quattro.
17/5/2013
Sto pensando se pubblicare questo articolo. Ho letto e riletto, modificato, aggiunto, cancellato un sacco di righe e periodi e credo che a rileggerlo troverei ancora errori e sono sicuro che ancora ne troverei dopo un anno e più. Ho un po' di timore nel pubblicare questo per paura di essere giudicato male. La paura che mi attanaglia da diversi anni di dar retta al solito idiota, maschio o femmina che sia che si metta a giudicarmi, magari senza averne titolo, come lagnoso, patetico e strappalagrime giusto per avere un commentino di compassione.
Non è per questo che ho scritto questo. Tutto il testo l'ho scritto di getto e anzi ero indeciso se riscrivere alcune cose perché avevo paura che la passione del momento fosse cancellata e sepolta dalla razionalità dei giorni successivi. Spero non sia così perché questo vuole essere una piccola cronaca dei sentimenti provati da me negli ultimi, troppi, 17 anni universitari che solo uno studente che abbia avuto delle difficoltà similari può comprendere. Perché magari un altro, maschio o femmina che si ritrovi nella mia situazione può sapere che c'è speranza anche quando la metà sembra lontana e cazzo se per me lo è stata. Se mi avessero detto a 19 anni che questo sarebbe stato il mio percorso mi sarei messo a ridere. Se me lo avessero detto a 28 anni probabilmente avrei ficcato la testa sotto la sabbia ma a quanto pare andava fatto. evidentemente questa doveva essere la strada della mia vita ed a quanto pare il mio futuro sarà un po' differente dal classico studente modello. Vabbè, ho avuto sempre tanti rimpianti e credo che liberarcisi sia la cosa più difficile.
Ribadisco che la mia vita universitaria ancora non è finita e non credo saranno tutte rose e fiori, anzi dopo inizierà la vita vera con delle sfide che richiederanno responsabilità ben più serie di un esame da provare.
Intanto inizio con una vita fatta senza il pensiero di cosa o quanto dover studiare durante il giorno e la sensazione, dopo 17 anni, sta iniziando ad avere un sapore dolcissimo.
Chronicles of Blubbo
prima o poi riuscirò ad abbassare l'entropia in questo blog!
venerdì 17 maggio 2013
lunedì 15 aprile 2013
Recensioni fuori tempo massimo: lo hobbit libro e lo hobbit film (un viaggio inaspettato)
È da quando è uscito il film al cinema e l'ho visto che volevo fare una recensione totale globale sul film e sul libro. In realtà avevo già scritto qualcosa ma era uscito troppo caotico e troppo incasinato e poi i paragoni da fare tra la versione cartacea e quella in celluloide erano troppi. Quindi recensisco le due cose assieme procedendo come al mio solito a "pene de canis" cercando di non fare il solito minestrone di parole ma tenendo un discorso logico.[...]
martedì 19 marzo 2013
piccolo aggiornamento per kindle touch
con la numerazione 5.3.2.1 il kindle si aggiorna per l'ennesima volta risolvendo, ipotizzo data la numerazione, piccoli bug.
Ho controllato sul mio kindle e questo aggiornamento già c'è. Magari lo ha fatto di nascosto mentre era attivo il wifi quindi probabile lo abbiate anche voi.
seguite le procedure della pagina di amazon kindle (se non si visualizza fatemi sapere) e controllate che abbiante l'accrocco aggiornato
Ho controllato sul mio kindle e questo aggiornamento già c'è. Magari lo ha fatto di nascosto mentre era attivo il wifi quindi probabile lo abbiate anche voi.
seguite le procedure della pagina di amazon kindle (se non si visualizza fatemi sapere) e controllate che abbiante l'accrocco aggiornato
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mercoledì 27 febbraio 2013
la chiamavano insegnante, la chiamavo la dannata zoccola(vintage post)
Per molte persone è difficile immaginarsi come ero in passato fino ai ventitré anni ovvero grasso e pieno di complessi (bè i secondi mi sono rimasti ancora) ma credo che ancor più difficile sia immaginare, soprattutto per chi non ci è mai passato/a com'è non solo essere grassi ma presi per culo a scuola, non solo dai propri compagni di classe ma anche dalla professoressa di italiano (quella grandissima zoccola) che per fortuna ti sei dovuto sorbire un solo anno al terzo superiore).[...]
venerdì 25 gennaio 2013
galaxy S2 e jelly bean: primo contatto ( post a tasso nerdico medio)
La verità è che non ho resistito.
L'aggiornamento a jelly bean, il rinnovato sistema operativo android, in questo caso per il samsung galaxy s2 era in questo caso troppo ghiotto.
Tante le novità con la grafica rinnovata dell'interfaccia utente, altre opzioni e tante piccole cosette. Si parlava anche di tanta stabilità in più e altro ancora. [...]
L'aggiornamento a jelly bean, il rinnovato sistema operativo android, in questo caso per il samsung galaxy s2 era in questo caso troppo ghiotto.
Tante le novità con la grafica rinnovata dell'interfaccia utente, altre opzioni e tante piccole cosette. Si parlava anche di tanta stabilità in più e altro ancora. [...]
venerdì 11 gennaio 2013
Aggiornamento kindle touch 5.3.2
Visto che non mi pare ne parli nessuno vi do questa primizia: è uscito, non so da quanto, magari poche ore ma possono essere giorni, l'aggiornamento per il kindle touch, quello che adesso è "obsoleto" per capirci.[...]
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domenica 16 dicembre 2012
bestiario stradale romano
Oramai sono anni che sto sulle strade romane. Sia che siano vialoni, strade o stradine; singola, doppia carreggiata, in qualsiasi parte io mi trovi la musica non cambia: le strade di roma fanno schifo tra buche, avvallamenti, sporcizia e chi ne ha più ne metta.
La cosa che però mi mette ogni anno che passa, sempre più paura non è la qualità del manto stradale ma chi percorre le strade assieme a me. Sia che vada nella mia direzione, sia opposta che mi incroci.[...]
La cosa che però mi mette ogni anno che passa, sempre più paura non è la qualità del manto stradale ma chi percorre le strade assieme a me. Sia che vada nella mia direzione, sia opposta che mi incroci.[...]
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giovedì 8 novembre 2012
Del fungo, dell'etica e del mio spirito rosicone
Quest'anno qui a S.P.Q.eRe. landia abbiamo condizioni climatiche molto particolari che hanno aiutato molto la proliferazione e la crescita dei funghi.
Io abito vicino ad una vasta area verde del nord est romano e ci passo spesso di mattina per andarmene in una bella biblioteca in mezzo al verde. Ebbene mai mi è capitato di vedere tanti vecchietti che di buon ora andavano a cercar funghi. Anche in zone che non sono affatto selvagge. Il parco tra l'altro ha una zona privata che sembra sia di un convento o comunque una proprietà della chiesa ove c'è un uliveto. L'uliveto è recintato da una rete metallica e filo spinato ma i prodi vecchietti che spesso quando vado a correre stanno sempre a lamentarsi a voce alta dell'educazione di chi lascia i cani liberi, di chi ruba o fa impicci, pochi scrupoli si fanno a piegare la recinzione di quella che a tutti gli effetti è una proprietà privata per andare a predare i funghi che in quella zona sembrano crescere con particolare vigore. Per la serie: se lo fanno gli altri son tutti stronzi, lo faccio io no perché tanto lo fanno tutti e quindi son bravo.[...]
Io abito vicino ad una vasta area verde del nord est romano e ci passo spesso di mattina per andarmene in una bella biblioteca in mezzo al verde. Ebbene mai mi è capitato di vedere tanti vecchietti che di buon ora andavano a cercar funghi. Anche in zone che non sono affatto selvagge. Il parco tra l'altro ha una zona privata che sembra sia di un convento o comunque una proprietà della chiesa ove c'è un uliveto. L'uliveto è recintato da una rete metallica e filo spinato ma i prodi vecchietti che spesso quando vado a correre stanno sempre a lamentarsi a voce alta dell'educazione di chi lascia i cani liberi, di chi ruba o fa impicci, pochi scrupoli si fanno a piegare la recinzione di quella che a tutti gli effetti è una proprietà privata per andare a predare i funghi che in quella zona sembrano crescere con particolare vigore. Per la serie: se lo fanno gli altri son tutti stronzi, lo faccio io no perché tanto lo fanno tutti e quindi son bravo.[...]
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giovedì 1 novembre 2012
Zio paperone e l'armata imperiale
Potrebbe essere questo il titolo del prossimo fumetto di Topolino ( ma quanto ne sto parlando ultimamente? penserete che ne ho fatto una malattia mentale! ma non è così! ve lo giuro! lo ripeto di continuo anche ai miei calzini che non mi sono ammattito!!)
[...]
| qui con la camicia d'ordinanza |
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martedì 30 ottobre 2012
Morty l'apprendista, di Pratchett
Mettete che vostro padre si preoccupi per voi. Più che altro perché non vede quello che vorrebbe vedere: un ragazzo che vuol proseguire il lavoro paterno ma invece un ragazzo che è curioso e fa persino domande! Mettete che senza tanti problemi vi porti al paese per farvi diventare l'apprendista di qualcuno ma quando oramai ogni speranza è persa si offre come maestro il meno attraente, il più pauroso e il più temuto dei padroni: Morte![...]
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giovedì 25 ottobre 2012
Alla ricerca del topolino perduto e la scimmia rotante che tra 5 giorni muore ( Hokuto docet)
Se c'è una cosa che ricordo con piacere della mia infanzia prima che prendesse una brutta piega era il Topolino a ritorno da scuola. A ripensarci mi pare quasi di rivedermi quando mamma mi veniva a prendere in prima elementare e appena aperta la porta di casa mi fiondavo a cercare l'albo appena uscito dall'edicola che lei, amorevolmente, mi aveva comprato.
Di topolino in infanzia ne ho avuti un numero imprecisato, penso circa un 200, sicuramente ricordo il numero 1400 e poi il 1500 che fu tra gli ultimi che comprai. Più alcuni almanacco Topolino e mi pare anche Paperino.
Tra l'altro i miei personaggi preferiti erano proprio i paperi, non solo mi piacevano le storie ma anche il modo di disegnarli sempre arrotondato e se vogliamo "pacioccoso", spesso differente dai tratti con cui veniva fatto un topolino che lo ricordo anche noir quando si improvvisava detective. Amavo le storie con Archimede, Edi , la sua lampadina umana, anche se non sopportavo Qui, Quo e Qua quando facevano i precisini rompiscatole con il manuale delle giovani marmotte ( tra l'altro ne avevo un paio regalati e manco erano male).[...]
Di topolino in infanzia ne ho avuti un numero imprecisato, penso circa un 200, sicuramente ricordo il numero 1400 e poi il 1500 che fu tra gli ultimi che comprai. Più alcuni almanacco Topolino e mi pare anche Paperino.
Tra l'altro i miei personaggi preferiti erano proprio i paperi, non solo mi piacevano le storie ma anche il modo di disegnarli sempre arrotondato e se vogliamo "pacioccoso", spesso differente dai tratti con cui veniva fatto un topolino che lo ricordo anche noir quando si improvvisava detective. Amavo le storie con Archimede, Edi , la sua lampadina umana, anche se non sopportavo Qui, Quo e Qua quando facevano i precisini rompiscatole con il manuale delle giovani marmotte ( tra l'altro ne avevo un paio regalati e manco erano male).[...]
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martedì 23 ottobre 2012
Regalissimi. Alla memoria...
Voi l'avete vista la promozione dei regalissimi ferrero? Ci sono delle cosette carine e anche di marca! Ad esempio tute, piumoni, felpe ecc ecc ma parliamo di una cosa che si trascura un po': il numero di punti per confezione.
È infatti questo il punto dolente da cui parte tutta la disamina della raccolta a punti ma non solo questa eh, vale per qualsiasi raccolta mangereccia. prendiamo i premi da indossare perché sono i più eclatanti come ad esempio la fantasticosa felpa con cappuccio che viene spacciata per giacca tecnica.
Questa bellezza viene la miseria di 150 punti. Qui iniziano i dolori, soprattutto di pancia, nel vero senso della parola. [...]
È infatti questo il punto dolente da cui parte tutta la disamina della raccolta a punti ma non solo questa eh, vale per qualsiasi raccolta mangereccia. prendiamo i premi da indossare perché sono i più eclatanti come ad esempio la fantasticosa felpa con cappuccio che viene spacciata per giacca tecnica.
Questa bellezza viene la miseria di 150 punti. Qui iniziano i dolori, soprattutto di pancia, nel vero senso della parola. [...]
domenica 21 ottobre 2012
ve l'avevo detto che mi ero kindlerizzato? no...?
La tavoletta made in amazon ce l'ho da maggio. Ho pensato diverse volte:"ora scrivo qualcosa sul blog. Dai scrivi qualcosa sul blog! e che aspetti!? dai cazzoooooooooooooooooooooo!!!"
Poi i soliti idioti sono passati di moda e mi è mancato il "daicazzo" incentivatore.
Ora chi mi conosce sente già quel brividino del cavolo sulla schiena; ti pare che Blubbo descriva una cosa semplice in tre parole? Ossia: me so fatto er kindle, funziona/non funziona, figata mondiale/la busta più busta che la storia ricordi? [...]
Poi i soliti idioti sono passati di moda e mi è mancato il "daicazzo" incentivatore.
![]() |
| "Gianluca! Non vorrai mica fartela pure tu quella tavoletta da invertito?!" |
Ora chi mi conosce sente già quel brividino del cavolo sulla schiena; ti pare che Blubbo descriva una cosa semplice in tre parole? Ossia: me so fatto er kindle, funziona/non funziona, figata mondiale/la busta più busta che la storia ricordi? [...]
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la mia dolce droga
Un paio di scatti del dolce che ho fatto oggi vincendo una terribile inerzia al triste far nulla.
questo è il cake al cioccolato della paneangeli. La ricetta la trovate qui
Ovviamente il mio dolce è stato modificato rispetto alla ricetta originale per renderlo un po' più leggero. Magari scriverò la ricetta completa quando avrò un po' di tempo
questo è il cake al cioccolato della paneangeli. La ricetta la trovate qui
Ovviamente il mio dolce è stato modificato rispetto alla ricetta originale per renderlo un po' più leggero. Magari scriverò la ricetta completa quando avrò un po' di tempo
sabato 20 ottobre 2012
recensione fuori tempo massimo: Tin Tin e il segreto dell'Unicorno
Voi ve lo aspettereste mai di comprare un veliero in un mercatino litigandovelo con un tipo eccentrico che lo vuole fare suo a tutti i costi e in base a questo vivere i successivi 100 minuti circa di film pericolosamente sfidando la vita? No? Allora voi non siete Tin Tin e soprattutto non avete un ciuffo buffo e un cane che ve lo invidierebbero tutti.
La storia si basa sul segreto dell'Unicorno, un modellino di veliero che pare nascondere un segreto importante che qualcuno vuole a tutti i costi senza farsi troppi scrupoli sulla vita altrui.[...]
La storia si basa sul segreto dell'Unicorno, un modellino di veliero che pare nascondere un segreto importante che qualcuno vuole a tutti i costi senza farsi troppi scrupoli sulla vita altrui.[...]
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