lunedì 17 aprile 2006

l'insopportabile superficialità dell'essere: la domanda curiosa

Vita vissuta:
a un certo punto di una discussione dico che "domani mi devo alzare presto".
Una persona davanti a me chiede:"come mai?"
io:"perchè ho da fare..."
La persona:" E come mai hai da fare?"
io: con tono deciso" perchè, HO da fare!"
La persona capisce (mai reputata stupida) e si zittisce. Un'altra persona di fianco a me m'ha dato dell'acido....
A mia discolpa dico che la persona curiosa come una scimmia, in passato ,a comportamenti miei simili ai suoi s'è comportato anche peggio:Il solito discorso dei due pesi e due misure.

Come riflessione dico: ma è mai possibile che il tizio/a di turno si sente in obbligo di impicciarsi sui fatti miei nonostante io di solito sia sempre cortese (tranne questo caso)nel far capire che i fatti miei tali devono rimanere? Che poi sia chiaro ,non è un voler sapere per aiutare ,in fondo una persona amica se sa che hai un problema poi si prodiga nell'aiutarti e invece in questi casi si vuole sapere per alimentare la sacra arte dell'impicciarsi e magari scadere nella ruffianeria più popolina. Ma questa gente pensa mai che i veri burini sono loro piuttosto che quelli che gli fanno notare di esserlo?
Posso capire anche che si può essere curiosi ,ma a volte queste persone si rendono ridicole senza rendersene conto e ciò che più conta non fanno una bella figura ai miei occhi (se poi mai gliene possa fregare).

Per "sdrammatizzare" ricordo una battuta di un tipo che scriveva articoli comici su "In Moto" (correva l'anno 1993) in cui facendo un discorso sugli acronimi delle moto ne tirava fuori uno molto carino: FICT ,che è "un gentile invito alla discrezione"

2 commenti:

Giulio GMDB© ha detto...

Anche a me non piacciono le persone che si impicciano dei fatti miei soprattutto quando faccio capire che non intendo parlarne.
Nel caso in questione però hai lanciato l'esca e poi ti secca se qualcuno abbocca... ;-)) Bastava non dire che dovevi alzarti presto ;-))

Andrea ha detto...

beh.... mi stavo alzando per andare via ed è iniziato il "terzo grado"