giovedì 8 novembre 2012

Del fungo, dell'etica e del mio spirito rosicone

Quest'anno qui a S.P.Q.eRe. landia abbiamo condizioni climatiche molto particolari che hanno aiutato molto la proliferazione e la crescita dei funghi.
Io abito vicino ad una vasta area verde del nord est romano e ci passo spesso di mattina per andarmene in una bella biblioteca in mezzo al verde. Ebbene mai mi è capitato di vedere tanti vecchietti che di buon ora andavano a cercar funghi. Anche in zone che non sono affatto selvagge. Il parco tra l'altro ha una zona privata che sembra sia di un convento o comunque una proprietà della chiesa ove c'è un uliveto. L'uliveto è recintato da una rete metallica e filo spinato ma i prodi vecchietti che spesso quando vado a correre stanno sempre a lamentarsi a voce alta dell'educazione di chi lascia i cani liberi, di chi ruba o fa impicci, pochi scrupoli si fanno a piegare la recinzione di quella che a tutti gli effetti è una proprietà privata per andare a predare i funghi che in quella zona sembrano crescere con particolare vigore. Per la serie: se lo fanno gli altri son tutti stronzi, lo faccio io no perché tanto lo fanno tutti e quindi son bravo.[...]


A parte il discorso etico sono rimasto stupito dalla quantità di funghi che raccolgono: veramente tanti e di dimensioni veramente raggurdevoli; ne raccolgono di così grandi e in tale quantità che pare una razza animale (poco avvezza ai verbi) che li usa per rifuggiarcisi se ne sia lamentata:
qui in una foto di repertorio prima che li sfrattasserò in favore di primi e secondi piatti sulle tavole imbandite

Una mattina ho visto due buste della spesa piene, e anche nei giorni successivi non erano da meno. Certo che un ambiente che praticamente è un sottobosco e l'umidità a go-go delle ore notturne hanno favorito il proliferare di tante specie tra cui una bipede: quella del vecchiettus cercatori acidus. Infatti sabato ho visto una signora anziana che ravanava per terra e visto che dove faccio sempre ginnastica di solito qualcosa spunta anche se non me ne intendo, sono andato da lei per dirglielo. Alla mia domanda: se stesse cercando funghi, ha risposto con un grugnito seccato che si è trasformato in un sorriso pieno di ringraziamenti quando le ho detto che poteva dare una occhiata anche dov'ero precisando però che non so se fossero specie commestibili.
Nel parchetto della mia fantasia ( semicit.) c'è anche una zona un pochino più selvaggia che corrisponde al fosso di san basilio. Selvaggia perché preda dell'incuria più che altro. Lì ci sono diversi cespugli di more e crescono anche alcune verdure che gli impavidi vecchietti vanno a raccogliere ( quando non trovano anche funghi). Il fare "la spesa" in questo modo mi solleva diversi dubbi: vabbè che i funghi sono velenosi e bisogna saper riconoscere bene le specie, pena una morte atroce anche a distanza di giorni come mi ha rivelato la mia sorellina acquisità ( a proposito: ciao! :D ). Ma c'è anche un discorso di salubrità: ok che siamo in città e c'è lo smog, non che fuori sia tanto diverso: magari le verdure del mercato vengono da un bel campo in mezzo al nulla ma di fianco ad una autostrada trafficatissima, ma in quel parco c'è una quantità assurda di cani che vengono a fare i loro bisogni e i prodi padroni praticamente mai raccolgono le deiezioni dei loro amici a quattro zampe. A tal proposito parlando l'altro giorno con una persona speciale mi ha fatto notare che più son vestiti bene e più la cacca la lasciano lì dov'è: anche sui marciapiedi.
Le deiezioni è vero che sono un ottimo concime ma contengono anche una alta carica batterica che si abbatte col tempo, cosa che lì non capita spessissimo visto che è un continuo quindi c'è il rischio di beccarsi qualcosa. Certo, basta lavare bene o cuocere ma a voi questa cosa non darebbe fastidio? Tempo fa una signora si lamentava che aveva visto la sua verduraia raccogliere grandi quantità di cicoria al parco, cicoria che con tutta probabilità rivendeva al suo negozio. Era furiosa perché giustamente esclamava " ma io mi devo mangiare la verdura di dove porto a pisciare il cane!?". Non solo: il fosso di san basilio, rigagnolo d'acqua praticamente secco d'estate è collegato come affluente del fiume aniene. Quando l'aniene esonda, esonda anche questo fossato. Soprattutto da quando è stato costruito il quartiere di roma est ho notato che l'esondazione è capitata ben 3 volte, infatti una grande zona è andata sott'acqua negli anni passati. Naturalmente il fosso di san basilio sta dopo la zona industriale sulla tiburtina ( almeno quella che ne rimane) e quindi si porta appresso tutti i preziosi "sedimenti" che la civiltà moderna ci dispensa. Quando vedo gente che coglie more, fa verdura o altro sarei quasi tentato di farglielo presente ma poi ho paura mi prendano per un malfidato che lo dice solo per far spesa al posto loro. Quindi lascio perdere.
Però anche qui rimango stupito dalle grandi quantità che prendono: ok, andare per campi tutto il giorno non è divertente ma a volte vedo che fanno veramente bustoni e mi chiedo: "ma quanto magnano?". A tal proposito e ritornando sul discorso etico devo per forza di cose nominare la biblioteca dove vado. Sita nel parco è un casale anche con alcuni alberi da frutto e alcune altre piante. Tra le piante c'è persino qualche pianta di carciofi e vi posso assicurare che nella stagione giusta li fanno eccome ( anzi quasi ci siamo). Ci sono alberi da frutto come mele, un paio di albicocchi e due, tre di prugne, alcuni selvatici con delle prugnette piccole ma dolcissime. Ora lo ammetto senza problemi, la storia che sto per narrarvi mi ha fatto rodere "er chiccherone".
Questa estate c'erano parecchie albicocche e prugne. Me le guardavo maturare e ne ho anche mangiata qualcuna. Non erano eccezionali visto che queste piante sono abbandonate a se stesse ma buone e gratis (  ♪ la pulciaraggine lo sai.... ♫ ) e una ogni tanto era un piacere assaggiarla. Lo stesso potevano fare gli altri e così era, veniva qualche ragazzo o ragazza e ne prendeva qualcuna, in fondo sono di tutti e di nessuno no? Appena maturate per bene vedo un vecchietto alla chetichella che le raccoglieva mentre parlavo al telefono. Il giorno dopo non ce n'era più nessuna. Qualche settimana dopo stessa sorte anche per le prugne appena giute a maturazione. Ora è vero: sono di tutti e di nessuno ma ( -ah scusate, intevallo pulciaro di rimugginazione: MORTACCIA SUAAAAAA!!! fine intervallo-) possibile che gli servissero quelle che a occhio erano 3 Kg di albicocche? Insomma ma quante ne mangerà mai? Ci farà la conserva? Ok ma la cosa non è solo prettamente etica: quella biblioteca e il suo terreno è alla fine una proprietà con custodi e non in balia del primo che arriva quindi sarebbe pure un furto senza chiedere. Sull'etica invece il fatto di prendere tutto senza pensarci due volte in quantità esagerate non lo chiamo manco arraffare ma razziare. Nulla di nuovo sia chiaro, fin dalla notte dei tempi s'è sempre fatto quindi non lo trovo uno sport della moderna inciviltà. Però l'idea del prendere prima che qualcun'altro "me lo freghi".... mi sembra sempre che sia questo il leitmotiv. Ok, sono anche tempi difficili e se c'è qualcosa di gratis perché non approfittarne? Però penso pure che la gente, anche se fosse ricca si comporterebbe così per il puro gusto personale di averla levata a qualcun'altro.
Tra l'altro in biblioteca sta per far partire un progetto di orto urbano in cui ogni cittadino che farà richiesta avrà il suo piccolo appezzamento ( c'è stato un boom di richieste)  con finanziamento da parte di alcuni enti comunali (ora non ricordo bene), ma se questo è l'andazzo mi chiedo quando alta e robusta dovrà essere la recinzione per evitare che il furbetto di turno razzi quello che pensa sia suo per rubarlo ad un altro esattamente come capita per i funghi nell'uliveto lì vicino.

2 commenti:

Giulio GMDB© ha detto...

Finchè la gente raccoglie funghi o frutti che altrimenti andrebbero sprecati, la trovo una cosa utile...

Andrea Blubbo ha detto...

concordo, l'importante però è non esagerare impoverendo o distruggendo, cose che purtroppo da queste parti capitano spesso