martedì 8 luglio 2014

Ciao Giorgio

Non ne ho mai fatto mistero che proprio on capisco chi ama gli anni '80. Li ho sempre trovati "squadrati", freddi e insipidi anche se forse i miei drammi familiari me li hanno fatti vedere dalla luce sbagliata.
Una delle poche cose che ho sempre salvato e tenuto nel cuore era il drive in, topolino e i cartoni sui robottoni.
E del drive in tra i miei personaggi preferiti c'era sicuramente lui:


che coi suoi personaggi mi faceva ridere e quante volte ho ripetuto

"porc'il mondo che c'ho sotto i piedi!"

Ci sono rimasto male. Se ne è andato un altro personaggio che come Andrea Brambilla faceva parte del mio immaginario di eroi comici che tanto mi facevano ridere.



Di Faletti in realtà avevo perso le tracce, non ho mai letto nulla di lui come scrittore perché me lo riservavo più in là. Però sapevo che era un anima mai doma, in una finta intervista marzulliana Crozza lo intervistò facendo la lista di tutto quello che aveva fatto e rimasi stupito: aveva fatto tante cose che poi gli riuscivano pure: pilota di rally, cantante, comico, scrittore e così via. Ha fatto una vita piena e mi spiace un po' di non aver scoperto la poliedricità di quest'uomo in tempo.

2 commenti:

Giulio GMDB© ha detto...

Di lui mi era piaciuta molto "Minchia signor Tenente": una cosa inaspettata quella volta per il personaggio. E mi era piaciuto molto pure "Io uccido", anche questo un romanzo inaspettatamente buono per quello che consideravo sempre un cabarettista.

Andrea Blubbo ha detto...

sì anche come cantante mi stupì: mai banale.