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venerdì 4 aprile 2014

Recensioni fuori tempo massimo: Rush ovvero un tuffo negli sbrilluccicosi anni '70

Dopo un po' di assenza in cui spiegherò il perché prossimanete (vedi se mi riesce il prossimo post) torno a recensire film che oramai sono quasi stati dimenticati come questo Rush diretto da Ron Howard.

Pellicola che in verità mi interessava poco al debutto al cinema perché di formula uno a casa mia se ne è sempre parlato poco, molto poco e in più i fatti riguardano proprio l'anno in cui sono nato senza contare che la storia è già nota quindi nessun colpo di scena. eppure [...]

lunedì 20 gennaio 2014

Recensioni fuori tempo massimo: Oblivion

Dopo un bel po' di tempo che l'ho visto eccomi qui a parlarvi di una delle ultime fatiche dell'ultracinquantenne Tommy con la passione per le sette che fanno robe assurde.
Ma a parte la"brillante" vita privata, come attore in questo film e soprattutto questo film, come sono?[...]




mercoledì 14 agosto 2013

Recensioni fuori tempo massimo: world War Z

Sì lo ammetto e non me ne vergogno. questo film ha per me rappresentato la fine di diversi tabù. Essendo figlio degli anni '80, epoca in cui i bambini erano visti dai pubblicitari come quei rompicoglioni da soddisfare con fumetti e giocattoli e  non soggetti da tutelare come adesso, mi sono beccato, da moccioso, tutte quelle cose traumatizzanti che adesso farebbero ridere ma che all'epoca te la facevano far sotto, almeno a me [...]

martedì 28 maggio 2013

Michael Ironside: l'uomo più sfigato delle sceneggiature

Michael Ironside lo conosciamo un po' tutti. Almeno tutti che abbiano visto i film d'azione con Swarzy prima che diventasse un vecchietto mezzo brizzolato e inflaccidito.  [...]

sabato 20 ottobre 2012

recensione fuori tempo massimo: Tin Tin e il segreto dell'Unicorno

Voi ve lo aspettereste mai di comprare un veliero in un mercatino litigandovelo con un tipo eccentrico che lo vuole fare suo a tutti i costi e in base a questo vivere i successivi 100 minuti circa di film pericolosamente sfidando la vita? No? Allora voi non siete Tin Tin e soprattutto non avete un ciuffo buffo e un cane che ve lo invidierebbero tutti.


La storia si basa sul segreto dell'Unicorno, un modellino di veliero che pare nascondere un segreto importante che qualcuno vuole a tutti i costi senza farsi troppi scrupoli sulla vita altrui.[...]

venerdì 21 ottobre 2011

Transformers 3 ( ma anche 2 e 1)

Oramai sono passatello e di stronzate ne ho viste: mortal kombat 2, il pesce innamorato, wing commander, transformers 1 e transformers 2 ma devo dire che il 3 si difende bene(nella categoria).

Premessa meaculpica:
Quando seppi che preparavano transformers 1 ero ingrifatissimo: i miei amati robottoni che tanta compagnia mi avevano fatto negli anni '80 e tanto mi avevano fatto sognare coi giocattoli stavano per diventare realtà grazie ad un film che con le moderne tecniche di computer grafica . Quello che non sapevo era chi fosse il regista.
Quando vidi il primo non fui emozionatissimo perché sì, le scene erano fighe, alcune di combattimento veramente ben fatte ma la storia era un mezzo scolapasta ma soprattutto.... chi cazzo sono quei robottoni lì sullo schermo?! ok ok... decepticon al posto di distructor e autobot al posto di autorobot, ma ok, colpa dell'italianizzazione spinta quindi " ce po' sta' " ma.... tutte le macchine e i mezzi stravolti! Ok che alla fine il film è una enorme vetrina (alla faccia della pubblicità occulta) ed è stato aggiornato ma quando cambiano aspetto i giganti di metallo sono un ammasso di minuterie che si muovono di continuo e si trasformano e cambiano e cambiano e cambiano.... dov'è lo stile pulito degli anni '80? Cosa sono tutti 'sti sofismi tecnologici tra l'altro a pene de canis (parola di quasi ingegnere).
Ma soprattutto la storia! Santa pazienza la storia!!! E così anche il due!!! E in tutto questo sul momento mi feci trascinare dall'entusiasmo dei miei amici spinto dagli effetti visivi ( che come ho detto sono da paura) mentre personaggi, dal più figo al più sfigato ha nel copione almeno una 30-ina di "o my god!" e " wowowowowowowwow!"
ecco perché in un momento di autocritica mi son detto: " ripensandoci mesà che è 'na cazzata...."

Il terzo scempio
Arrivo finalmente al terzo pieno di aspettativa che viene anche qui delusa. I soliti nemici, sempre meno temibili, sempre più cellula di "al qaeda" isolata e parodia di se stessa.
Il personaggio di "sam " che al terzo film dopo aver salvato il mondo più volte (ops, forse ho spoilerato?) e con tutto quello che gli è accaduto ( compreso l'aver perso la ex fidanzata, megan fox, più che altro perché, l'attrice, si era rotta la palle di fare la bella statuina ed è stata sostituita da un altra bella sventola) continua ad essere un inguaribile imbecille e i transformers che dovrebbero essere i veri protagonisti del film ad essere solo delle comparse che mettono a ferro e fuoco il mondo.
Insomma contenuti nulli che fa solo una bella sviolinata paramilitare/filo americana su quanto siano capaci di fare il culo a tutti alieni compresi.
Il problema del film ad ogni modo è uno solo: il regista michael bay. Questo infatti più che regista avrebbe dovuto fare lo scenografo o quello che prepara le scene di combattimento ( non so come si chiami) vista la indiscutibile bravura in questa pratica ma totalmente pippa nello sviluppare una trama in cui non ci siano " oh my god!" "wowowowow!" " boom! clang! stung! screek!" a raffica. Manco fosse una poesia di Marinetti. Bay devo dire che sembra più uno che prepara sfilate di moda o video di playboy visto le inquadrature estremamente fashion che fa.
Insomma il film non lascia nulla che il vago senso di aver ammazzato oltre due ore di tempo e anche lì viene da pensare che si poteva impiegare più costruttivamente giocando su qualche console o qualche gioco on line per pc.
Spero in una nuova trilogia, magari fatta da qualche regista "all'antica" ; chi ha detto Raimi?!

Conclusioni

insomma se vi piacciono effetti visivi eccezionali date una occhiata anche ai parchi di divertimento a tema o alle sostanze psicotrope

mercoledì 13 luglio 2011

"chi è kaiser Soze?!?"

Perché cinque delinquenti comuni sono stati fermati per un confronto all'americana per leggere una frase improbabile?
Perché sono stati trattenuti il tempo necessario per farli conoscere tra loro?
Perché un colpo che doveva essere facile e soprattutto l'ultimo per uno di loro diviene l'inizio di una spirale di omicidi e disperazione che non lascia via di scampo?

sabato 9 luglio 2011

gosford park: il delitto più noioso della storia del cinema

Specifichiamo subito una cosa a scanso di equivoci: il film è etichettato come giallo.
Siamo negli anni '30, rigida nobiltà inglese coi suoi cliché, le sue mode, manie, cattiverie, egoismi e noia.
Una battuta di caccia, tante persone, tanti caratteri differenti sia tra i "signori" che tra i loro lavoranti: valletti, camerieri, cuoche. Su tutti spicca il padrone di casa che sembra amare solo in piccolo cane che porta ovunque con se e lo fa mangiare a tavola tra le sue braccia.
Farà una brutta fine nel secondo tempo.

domenica 3 luglio 2011

street fighter II animated movie (ryu vs feylong)

Questo film oramai è prossimo ai 20 anni eppure nonostante tutto ha ancora delle scene di combattimento bellissime. Ricordo che a quei tempi furoreggiava van damme con film dalle trame sempre più assurde che servivano solo da pretesto per menar le mani e a fare i soliti 3 calci da 18 inquadrature differenti con lo scopo di riempire il 10% della pellicola.
The animated movie lo vidi qualche anno dopo il terribile street fighter in carne ed ossa, opera ultima di

giovedì 30 giugno 2011

kick ass

Comincio subito con il dire che questo film non è una parodia come mi aspettavo e come dai trailer e dalle poche informazioni frammentarie sembrava si evincesse.

lunedì 20 giugno 2011

Vintage film: "alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno"

Mentre facevo zapping su canali che non mi filo mai ( il digitale e la sua lentezza mi ha levato il gusto, per altro mai alto di  esercitarmi nella pratica del cambio veloce di canale) ho trovato per puro caso un film con un Paolo Villaggio giovanissimo. Il film ho scoperto stamane risalire al 1974 si intitola " Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno".
Il film devo dire che mi ha colpito. Sul momento è parso il solito filmetto da commedia erotica di quei tempi ma con il passare dei minuti è apparso subito differente da come me lo aspettavo. Nella realtà è un cosiddetto "grottesco", genere particolare di cui mi sento di infilarci anche fantozzi anche se quello è un grottesco votato alla comicità mentre questo alla fine è drammatico.
La storia narra di Fernando detto Didino e del rapporto morboso e anormale con sua madre. Anormale non perché incestuoso ma perché a 32 anni ancora la mamma lo tratta come un bambino e lui si comporta come tale con tutti i problemi mentali che ne derivano. Fa tenerezza vedere mentre letteralmente gioca con le bambole gonfiabili che ordina all'estero per placare la sua solitudine, fa quasi pietà nel vederlo vestito come un bambinetto, ruolo a cui lui non si ribella (se non come farebbe un bambino capriccioso) se non dopo l'arrivo di Angela ( Gloria Guida) . Sia chiaro che siamo lontani anni luce dall'emancipazione e senso di libertà dei giorni nostri. Sicuramente è interessante vedere la vita nobiliare ( perché Didino è conte) di quei giorni. Grande l'attrice che interpreta la madre come bravissima è Gloria Guida nei panni della sguattera sgobbona e bellissima anche se storpia che entra a lavorare in casa dopo la morte della vecchia domestica per un incidente di cui Didino è incolpevole causa. sicuramente anche la regia merita un plauso. Rispetto a quelle odierne dei tanto decantati registi che il cinema italiano tanto si coccola qui siamo, rispetto a questi ultimi, su piani divini.
Tornando alla storia Didino non può non innamorarsi della giovane serva dal volto angelico e dal carattere semplice che apprezza e ama l'infantile timidezza di Villaggio nell'approcciarsi a lei. Alla fine ne risulta una storia d'amore che cresce piano piano fatta di piccole cose, di piccole tenerezze; gesti più espressivi di tante parole, tra i due che solo alla fine sfociano in passione carnale con la madre vieppiù ossessionata dal poter essere soppiantata da un'altra come è nella natura delle cose. Finirà malinconicamente e poeticamente a bolle di sapone che chiuderanno il film trasportando un messaggio per la bella Angela che col suo viso chiude i titoli di coda.
Il film inoltre si contorna di tante situazioni dell'epoca e non mancano il prete che condanna il sesso, gli omosessuali dell'epoca visti come dediti solo all'accoppiamento ed altro.
Sicuramente uno spaccato amaro di vite difficili, quelle di Fernando-Didino soverchiato da una madre terribile che lo costringe a rimanere eterno infante perché in fondo anche lei lo è (e spesso si comporta da tale) e quella della giovane sguattera che come dice lei " con questa gamba matta chi mi si piglia?"
 Insomma un film che nonostante non abbia visto dall'inizio alla fine mi ha profondamente colpito e che consiglio.

Tra l'altro guardando su wikipedia sembra che Nella sua carriera Gloria Guida abbia anche vinto un premio nella interpretazione di Borotalco di Verdone.

domenica 16 gennaio 2011

wanted

È una emerita americanata ma ha il pregio di far leva sulla odierna frustrazione che tutti proviamo e di farne il tema centrale del film.
La scena finale è semplicemente il manifesto del riscatto di qualsiasi persona che non sa reagire. se non lo avete visto o avete intenzione di vederlo non guardate il link della scena finale o vi rovinerete il film

domenica 22 agosto 2010

Essi vivono....veramente

Filmaccio bellissimo di Carpenter degli anni '80. Quando se ne parla la frase classica che si recita come una ave Maria è : "duro attacco alla politica consumistica di quegli anni, l'America Reaganiana dell'epoca non glielo perdonò e gli costò molto cara".
Detta questa scontata e dovuta frase il film girato con quattro spicci probabilmente vinti a natale allo zio pollo che non voleva capire che a sette e mezzo vincere con 3 e una figura è solamente questione di culo, presenta un attore sconosciuto ad hollywood ma famosissimo fuori o meglio dentro le 4 corde a quadrato dei ring di wrestling dell'epoca: Roddy Piper. Il film che ogni amatore del genere horror conosce (anche se di horror ce n'è pochetto se non per il tema trattato) presenta delle similitudini coi tempi moderni.
Non posso non pensare ai fissati dell'elettronica, a quelli di roba modaiola e a cmq qualsiasi cosa riguardi il consumismo ( ci mettiamo in mezzo anche il sushi? ma sì dai, tanto basta vedere la puntata del tonno rosso su Report per farti venir voglia di non andare più dal giapponese).
Ad ogni modo la cosa che impressiona, facendo mente locale, è che veramente siamo così. Oramai ci incazziamo di più se non ci funziona la connessione ad internet o se il treno che ci porta dalla nostra amichetta o dai nostri amichetti conosciuti in internet si ferma per 5 cm di neve. Non ci si incazza più per le vessazioni vere, quelle che riguardano la vita di tutti i giorni, insomma questo comportamento lo vedo spesso quando qualcosa non va come vorremmo e se pestare i piedi per un bambino di 5 anni è normale (fonte psicologo infantile) , lo è un po' di meno per un 30-40 enne.
Naturalmente esistono i dovuti distinguo, quindi evitate di farmi notare tutti i casi particolari che conoscete, grazie.
Rimane però una sensazione di testa bassa o peggio di comportamento fantozziano: trattami male nella vita ma non mi toccare la partita di pallone. Sostituite il pallone a qualcosa di moderno e anche "vagamente" modaiolo e avete ottenuto fantozzi anni '10 (come mi fa strano scrivere la data così, essere nato quasi a fine secolo non è stato eccezionale).
Ok, internet è un mondo a parte; non voglio fare una disamina a tal proposito perché non se ne uscirebbe più e le batterie della tastiera già sono abbastanza anemiche, però vedo tanta gente impegnata, ma tanto , in cause civili nella vita 2.0 quanto menefreghista nella vita vera. Insomma ci si espone solo dietro al monitor, o almeno lo si fa spesso. Come diceva uno che la sa lunga: "un messaggio in rete lo si scrive sempre tanto non costa un cazzo". E adesso basta mi sono stufato, vado a crogiolarmi nel mio benessere, voi, se siete arrivati fin qui, fate l'ultimo sforzo e vedetevi il filmato rivelatore (che non è uno spoiler) del vecchio film dove gli alieni cercavano di conquistare la terra a colpi di "rinco-gun". Naturalmente quella è solo finzione mentre la realtà è ben peggio: al posto di innocui alieni c'è la nostra classe politica.....

sabato 8 maggio 2010

Le petit Nicolas

In Italia il personaggio del piccolo Nicolas non dirà nulla. Poco conosciuto qui ma famosissimo oltralpe anche perché creato dal caro Goscinny a cui di tante storie di Asterix siamo debitori.
Conosco Nicolas in quanto la nostra professoressa di francese alle medie ce lo fece leggere in lingua originale e mi pare lo dovette ordinare dalla Francia visto che allora era impensabile trovarlo qui, oppure tramite qualche libreria specializzata, vai a ricordare, come d'altronde non ricordo neanche le avventure che lessi di questo personaggio. Però è con una certa curiosità che ho visto il film di cui mi appresto a parlare.
La storia  nel film sono tante piccole storie legate assieme che troverete godibili.
Intanto l'ambientazione è '60-'70.
Il film racconta le avventure di questo bambino e di quello che accade attorno a lui. Si vede fin da subito una satira sul mondo degli adulti di allora con quello dei bambini che vive di vita propria e il loro microcosmo fatto di giochi , pensieri e ingenuità. Ogni tanto i due mondi si incontrano e come si evince sono incompatibili e anzi creano scene comiche quando si scontrano. Il mondo adulto è pieno di frustrazioni, ansietà e paure; la paura per la promozione, le fobie di far figuracce coi superiori e i sogni infranti con una società che ti inaridisce e ti fa vivere di rimpianti. Da qui il profondo divario tra adulti e i piccoli ben caratterizzati e mai banali.
Per mio personale giudizio non è un film da spenderci troppi soldi: diciamo che la tariffa del mercoledì al cinema va più che bene. Non è per tutti perché ha dei ritmi che lo rendono a tratti noioso (non posso valutare quanto la regia abbia influito).
Insomma un film carino ma che può esser anche dimenticato in attesa che esca in dvd oppure in tv. (oppure tramite l'utilizzo di mezzi più informatici e pirateschi : )

domenica 21 febbraio 2010

Che fine hanno fatto i Morgan? (Did You Hear About the Morgans?)

New York: coppia separata come tante con lui che cerca di riconquistare lei e lei che non ne vuole sapere. Lui avvocato importante, lei immobiliarista in carriera. Lei simpatica, spigliata solare ma allo stesso tempo indecisa e fragile. Lui Spavaldo nel cercare di riconquistare la ex ma allo stesso tempo imbranato e molto british. Assistono per caso ad un delitto e divengono testimoni scomodi da proteggere. Verranno catapultati in uno sperduto paesino dove ritroveranno se stessi grazie a personaggi pittoreschi e dai modi di fare spicci e di cuore.
Una commedia sui buoni sentimenti, con tante gag che però ne fanno un film più da DVD per le serate con gli amici che un film da cinema, un po' come "ti presento i miei". Insomma 7 euro (ma avevo lo sconto) non li vale , magari il mercoledì a prezzo ridotto si. Insomma se vi piacciono i film in cui si gioca sugli stereotipi tra grandi città e realtà contadine, se vi piacciono i lieto fine per passare una ora e mezza leggera e divertente allora è il film che fa per voi.
Il film l'ho visto in lingua originale con i sottotitoli, mio primo film così; devo dire che è stata una esperienza interessante, sia perché i sottotitoli non sempre erano fedeli al parlato (sarebbe da aprirci un dibattito in proposito), sia perché sentire diverse intonazioni, voci e pronunce rende la visione sicuramente differente. La mia conoscenza della lingua d'oltre manica è molto ridotta però devo dire che in generale si capiva il senso e sentire Hugh Grant che parla con il suo accento inglese fa la differenza.

domenica 14 febbraio 2010

An education :la classe media inglese se l'è meritato il '68

Jenny ha 16 anni, vive a Londra senza entusiasmo il sogno del padre: l'ammissione ad Oxford. Studentessa eccellente sogna la vita, quella vera fatta di arte, cultura e ... Parigi, città per cui ha uno smodato amore. Un giorno di pioggia invece di incontrare Andrea e Giuliano incontra David , affascinante 30 enne che in poco tempo e con poco sforzo plagia i genitori , soprattutto il padre e fa fare a Jenny la vita che sognava e che ha sempre sognato. Parigi compresa.
Questo film mi ha stupito per una cosa: arrivato a 15 minuti dalla proiezione di prima serata i posti erano esauriti quindi, sala piccola a parte, il film doveva essere interessante. Prenotati subito i posti per lo spettacolo successivo eravamo sulla 15-ina di persone, insomma la festa di carnevale ha solo spinto la gente ad andare allo spettacolo prima. Il film ad ogni modo è una commedia brillante dal gusto dolce amaro che mostra uno spaccato della vita inglese della media borghesia primi anni '60. Sigarette fumate dagli adolescenti comprese: tante tante sigarette comprese. Strano che nessuna associazione abbia rotto l'anima.

Da ora potrei spoilerare il film; nell'immancabile dibattito post proiezione, il film è piaciuto a pochi, come a me: ritmi lenti ma godibili, non pesanti e devo dire che solo verso la fine del primo tempo mi sono chiesto quanto durasse. Il secondo tempo è più scorrevole. Abituati a sceneggiature dove c'è sempre un approfondimento psicologico accompagnato da musiche a go-go per pompare il patos lascia un po' straniti questa pellicola che non approfondisce nulla in particolare, le musiche sono poche e dosate e sembra come se si vada un po' di corsa. Si, ci sono pentimenti, scuse e meditazioni, ma mai più lunghe dei 5 secondi e il film potrebbe sembrare superficiale ma in realtà non lo è; forse una scelta discutibile del regista ma il risultato c'è. Infatti a ben guardare le scene importanti ci sono eccome e la scena madre è [spoiler]quando Jenny in un "drammatico confronto" con la preside della scuola vomita addosso tutto il mal contento suo e della sua generazione che è il preludio al '68, insomma ci si annoia, una vita grigia da giovani e si studia per prepararsi ad una vita grigia e noiosa dopo in età adulta con la preside che non sa cosa rispondere e involontariamente fa battute comiche cercando di rispondere a tono [spoiler]
David è [spoiler]il prototipo di figlio di puttana bello e dannato: bello affascinante e danaroso anche se i suoi soldi sono frutto di piccole truffe, raggiri e si basano sui sentimenti razzisti dell'epoca. Insomma un animale sensuale dalla parlantina svelta, suadente e imbrogliona che porterà la piccola Jenny a prendere decisioni drammatiche di cui avrà coscienza solo dopo che una serata che sembrava essere perfetta, con tanto di genitori al seguito oramai pazzi di David, si sgretolerà come un castello di sabbia oramai senza acqua rendendo cosciente la piccola protagonista che oramai vestita e truccata come una vera donna e soprattutto sicura di esserlo, di quanto sia stato effimero il suo sogno e di quanto ingannatorio era il mondo che tanto desiderava.  [spoiler]

Di attori non ne ho riconosciuti, tranne uno (ma non sono appassionatissimo di film) che è Alfred Molina, il doctor Octopus in spiderman 2 , qui padre bigotto, ottuso e bambacione che sogna per la figlia "il sistemarsi". A qualsiasi costo. Sembra una macchietta ma per me da una grande interpretazione di come era l'impiegato di allora, di  come era l'inglese medio allora. Plauso alla madre: un po' più aperta ma mai in contrapposizione diretta al marito, casalinga e moglie come si conveniva all'epoca.
Gli altri personaggi sono ben caratterizzati, ambiguo l'amico di David, oca giuliva la sua compagna e fondamentale e dalla battuta pronta che va a segno la professoressa che come in Pinocchio sarà grillo parlante inascoltato.
Il film sceneggiato da Nick Hornby mi ha lasciato un senso di tranquillità, un po' una camomilla che mi ha fatto andare a dormire sereno.
Per me sono stati 7 euro e 50 spesi bene.

domenica 17 gennaio 2010

sherlock Holmes by guy ritchie


Visto ieri in una orribile sala con sedie strappate, odori orridi e adolescenti su adolescenti con la mia combricola che aumentava prepotentemente l'età media, finalmente ho potuto godermi la pellicola con la magia della sala cinematografica. che poi io sta magia non la sento: capocce che si muovono , posizione dello schermo mai ottimale per non parlare dell'audio. Insomma tutta roba che distrae ma anche QUELLA sala ci ha messo del suo.
A parte le polemiche introduttive, direi di aggiungerela mia tra le ennesime critiche che potete leggere un po' dappertutto in rete.
Intanto che si sappia: sono un grande estimatore delle storie di sherlock holmes, fin da adolescente ho letto sempre con grande passione i racconti e le storie del detective inglese. Ho visto i film e buona parte della serie a telefilm. Quindi, quando ho letto i giudizi in giro ho storto il naso e nonostante un po' dappertutto abbia sentito che quello di Ritchie era un bel film, non mi sono fidato. Sherlock nei libri viene presentato come un distinto signore molto british, un perfetto gentiluomo molto distaccato, cortese ed educato ma molto freddo con le donne ed interessato solo a tutto ciò che riguarda stranezze che possano ricondurre al crimine. Alto, esile con dei penetranti occhi grigi e un naso aquilino. Già da questo Robert Downey Jr. c'entra un cavolo. Come il resto del film c'entra poco con le storie di Arthur conan doyle.
Bisogna dire Jude Law nella parte del dottore ci sta molto bene. La storia ve la risparmio, la potete leggere ovunque e poi finirei per spoilerare, parliamo invece della regia. Ritchie non fa un gran prodotto: alla fine prende il personaggio classico, lo diluisce con tanto tanto die hard, tanta ironia e simpatia che va di moda in questi anni e ne fa una americanata affatto spiacevole che rende i personaggi godibili e divertenti. Due amiconi legati assieme ma dannatamente poco vittoriani nonostante poi l'atmosfera lugubre di una Londra tardo ottocentesca ci stia molto bene. Molto bello il personaggio di moriarty che fa presagire per un futuro film (ma tanto si sapeva), dannatamente affascinante nella imperscrutabile oscurità che l'avvolge.
Un personaggio nuovo (ora mi sfugge il nome), la spia per cui holmes prova una infatuazione (sacrilegiooooo!! holmes era il misogeno supremo!) e tante ma tante piccole licenze (oltre a quelle già dette) che rendono il film una cosa a se.
La regia è insipida, il regista gioca a fare il grande ma alla fine fa il suo lavoro e a volte anche senza tutta questa bravura, per me non ha saputo gestire benissimo alcune scene importanti che ha reso poco comprensibili e una sensazione, lunga tutto il film, di andare di corsa come un film d'azione, che sia chiaro effettivamente è.
Insomma, lo consiglierei ad un amante dello Sherlock originale? Si , in quanto con il detective della letteratura ha poco a spartire e non storcerete neanche il naso per questo.
Il finale mi ha un po' deluso, questo lo ammetto perché

(spoiler) il cattivo s'è ammazzato da se (fine spoiler)


come giudizio gli do:

2 holmes è mezzo su 5 per la fedeltà

3 spielberg su 5 per la regia

4 gnocche su 5 per le donne del film (ma solo perché kelly reilly ha un bel viso ed è roscia, mezza roscia, nel film)

per chi vuole vedersi bei film consiglio:

quelli con basil ratbhone, anche se il peso del tempo si fa sentire

"il fratello più furbo di sherlock holmes" bellissima parodia con Gene Wilder, Marty Feldman e una seCsissima Madeline Kahn

i telefilm con lo sherlock più bravo e credibile di sempre: Jeremy Brett

sabato 17 ottobre 2009

master of the universe

chi si appassiona al cinema sa che si sta lavorando per far vivere su cellulosa digitale he-man e compagnia bella.

quello che i più piccini non ricordano è che tale film è già uscito nell'87 (viene scritto anche nel link) e che aveva tra i protagonisti mr. tispiezzoindue in piena sfolgorante ascesa (a proposito,che fine ha fatto?)






tra l'altro gironzolando ho trovato anche il sito dei fans dei master.